una volta di mattina
Stavolta è mattina 8.40. Sono a Firenze, estrema periferia. È passato più di un anno dall'ultima volta eppure sembra ieri. Magari perché sono ancora fermo a 8 anni fa, scorso incatenato a quel me lì. Sono stanco, stufo, disamorato e deluso da tutto e soprattutto da me stesso. Mi sveglio con un sonno che mi inchioda al letto, con la voglia di strapparmi la pelle pur di non dover uscire da quel dolce giaciglio, fatto di niente e quindi sicuro. Ho cambiato molto quest'anno, esternamente si intende, casa, lavoro, auto, modo di vivere. E non funziona neanche così, non posso scappare da me stesso, non posso odiarmi per tutta la vita. Dovrei rimettermi in forma e trovarmi delle attività che mi impegnino, soprattutto il cervello. Il lavoro non è diverso da quello di prima, c'è l'ufficio, ci sono gli orari, cambiano le procedure ma più o meno siamo là. Purtroppo. Vorrei potermi permettere di non lavorare, come tutti credo. In quel caso lavorerei comunque ma perché voglio, non pe...